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Intolleranze – parte 3: intolleranze a tavola

“Sono sicura che sia un'intolleranza?”


Questa, in realtà, sarebbe la prima domanda da porsi (e quasi nessuno se la pone invece).
L'intolleranza alimentare è quasi sempre il sospettato numero uno, nonostante, come detto negli scorsi articoli, non sia poi così comune.

Cos'altro potrebbe essere?
- banalmente, l'alimento poteva essere stato conservato male (da voi o da chi ve l'aveva venduto) e poteva essere contaminato da batteri o da tossine (è il caso, ad esempio, della sindrome sgombroide); ricordatevi che molte tossine, come quella dello Stafiloccocco aureo, resistono anche alla cottura.
- un'altra patologia. Le intolleranze non sono, ovviamente, l'unica possibile causa di gonfiore, malessere e stanchezza: ve ne sono molte altre, come la sindrome da sovraccrescita batterica intestinale o la sindrome da intestino irritabile o la celiachia... sono tante le possibilità. Il vostro medico potrà aiutarvi a capire.
- il vostro stato psicologico
- il MODO in cui mangiate. Su questo punto vale la pena soffermarsi.

Pensatci bene: mangiate lentamente, con calma? Masticate bene? Siete tranquilli? O invece trangugiate tutto in un quarto d'ora appena? Avete ritmi di vita sregolati e siete sempre di corsa? ...E magari siete pure sovrappeso?
Spesso si dà molta importanza al “cosa” e non si considera il “come”. Ci si concentra sul dettaglio e si perde la visione d'insieme.
E si finisce per cercare la causa in uno degli alimenti che si aveva nel piatto piuttosto che nel proprio modo di stare a tavola e, più in generale, del proprio stile di vita.

Lo stile di vita ha un'importanza maggiore di quanto si pensi. Per questo molte volte chi segue qualche “dieta campata in aria” che prevede molte esclusioni trova comunque dei benefici: non perchè l'alimento escluso faccia davvero male ma perchè questo lo obbliga a prestare maggiore attenzione alla qualità di ciò che mangia. Ovviamente invece la persona non se ne renderà conto e anzi, la prenderà come la conferma definitiva di essere davvero intollerante a tutti gli alimenti che ha eliminato!

Gestire un'intolleranza


Ok, supponiamo che il vostro medico vi abbia detto che siete intolleranti a qualcosa. Che fare? Per capirlo, dobbiamo fare un passo indietro e parlare di un'importante distinzione, cioè quella tra intolleranze e allergie: nelle allergie è coinvolto il sistema immunitario, mentre nelle intolleranze no.

“Sì, ma a me che importano i meccanismi? Io voglio sapere cosa posso mangiare!”
Eh, un momento, ci stiamo arrivando: è una differenza importante che ha grosse implicazioni sul cosa poter mangiare!
Dunque, il sistema immunitario ha la caratteristica di “amplificare” la risposta, perchè si tratta, dal suo punto di vista, di una difesa da un attacco, quindi deve essere massiccia. La gravità della reazione allergica, quindi, NON dipende dalla quantità di alimento (o di allergene in generale).
Ecco quindi che si possono avere reazioni allergiche molto forti per l'ingestione di una quantità anche microscopica di cibo. Questo è il motivo per cui sulle confezioni di alcuni alimenti trovate scritto “prodotto in uno stabilimento che utilizza anche...”

Opposto è il caso dell'intolleranza, nella quale l'entità dei sintomi dipende dalla quantità di alimento ingerito. Questa è una bella notizia perchè significa che l'organismo è in grado di tollerare bene piccole quantità dell'alimento a cui si è intolleranti e nella stragrande maggioranza dei casi non è quindi necessario rinunciarvi del tutto.

Spesso invece l'intolleranza viene interpretata come un divieto assoluto verso l'alimento in questione, un fraintendimento che porta a leggere ossessivamente le etichette e rifiutare cibi preparati da amici e parenti per escludere la presenza anche di una sola molecola dell'alimento incriminato. Così si rischia di farne una malattia.

Un comportamento del genere ha senso per un allergico, per un celiaco... ma un intollerante può stare più tranquillo. E' vero che sicuramente dovrete ridurre l'assunzione di ciò a cui siete risultati intolleranti, ma tutto sommato non dovete preoccuparvi troppo.

Perciò, se siete intolleranti al lattosio potrete probabilmente continuare a mangiare lo yogurt e i formaggi (specie gli stagionati) e magari anche gustarvi una pizza o un gelato alla crema senza troppi problemi, dipenderà dal vostro livello soglia individuale, ma la maggior parte degli intolleranti al lattosio può farlo.

Intolleranze e peso corporeo


Un mito diffuso (e spesso sfruttato per promuovere l'acquisto dei test per le intolleranze) è il fatto che esse possano ostacolare il dimagrimento o addirittura far ingrassare.
Come abbiamo visto, invece, i sintomi delle intolleranze sono altri, quasi sempre a carico dell'apparato digerente.

Poi, ovvio che togliendo metà degli alimenti che mangiavate prima, anche il peso (magari) andrà giù e avrete anche la pancia miracolosamente “sgonfia” (cioè vuota).
Ma tutto questo non perchè avrete eliminato l'intolleranza, semplicemente perchè starete mangiando di meno (e magari anche con maggiore consapevolezza). Potreste ottenere risultati anche migliori se usaste la stessa consapevolezza per mangiare un po' di tutto.

Un'altra grande accusa rivolta a certi alimenti è quella di “infiammare”; tuttavia, ciò che davvero infiamma è l'eccesso di peso in sé (sovrappeso o obesità). Quindi, ancora una volta, non si può sperare nella “soluzione facile” di buttare via qualche alimento e continuare come se niente fosse.

Alla prossima!

Alessia Zaccarelli
Biologa Nutrizionista



Bibliografia


C. Ortolani, E. A. Pastorello - Food allergies and food intolerances - Best Practice & Research Clinical Gastroenterology Vol. 20, No. 3, pp. 467–483, 2006
I. S. M. Martin, S. Brachero, E. G. Vilar - Histamine intolerance and dietary management: A complete review – Allergologia et Immunopathologia (Madr). 2016;44(5):475-483
A. Szilagyi, N. Ishayek - Lactose intolerance, dairy avoidance, and treatment options - Nutrients 2018, 10, 1994; doi:10.3390/nu10121994
Position Statement su “Allergie, intolleranze alimentari e terapia nutrizionale dell’obesità e delle malattie metaboliche”
Documento firmato da:
- Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI)
- Associazione Medici Diabetologi (AMD)
- Associazione Nazionale Dietisti (ANDID)
- Società Italiana di Diabetologia (SID)
- Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU)
- Società Italiana di Nutrizione Pediatrica (SINUPE)
- Società Italiana dell’Obesità (SIO)
Allergie e intolleranze alimentari – documento condiviso
A cura di:
- Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
- Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica
- Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri
- Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica

Alessia Zaccarelli

Biologa Nutrizionista

Intolleranze? Niente paura!

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