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Cosa succede quando si ingrassa – parte 1: l'infiammazione

Ingrassare non significa semplicemente aumentare di peso: molti altri cambiamenti avvengono, più silenziosi ma non meno importanti.
Conoscerli può aiutarci a comprendere meglio le cause e gli effetti del sovrappeso.
Da molto tempo infatti è noto che l'eccesso di grasso corporeo è l'anticamera di ben altre patologie, quindi la domanda è: in che modo l'eccesso di grasso influisce negativamente sulla nostra salute?
Cosa accade all'interno di quel grasso?

Iniziamo il nostro racconto proprio dal grasso corporeo, che il nostro organismo conserva in un “compartimento” apposito: il tessuto adiposo: qui le molecole di grasso vengono stivate all'interno di cellule particolari e addette allo scopo, chiamate “adipociti”.
Gli adipociti sono cellule bianche che contengno un'unica, grande, immensa (per loro) goccia di grasso, che le occupa quasi interamente. Quando arriva del nuovo grasso da immagazzinare, gli adipociti lo aggiungono alla loro gocciolina; quando invece l'organismo ha bisogno di energie, rilasciano le molecole di grasso nel sangue, in modo che possano essere utilizzate da altri organi.

Quando i grassi non ci stanno più


Se i grassi da immagazzinare, però, diventano troppi (cioè se state ingrassando e siete ormai ben lontani dal vostro peso ideale) gli adipociti cominciano ad avere problemi di spazio: tutti questi grassi, materialmente, non ci stanno più. Così sono costretti ad aumentare le loro dimensioni, un fenomeno chiamato “ipertrofia”.
E crescono sempre di più, fino a raggiungere quella che viene chiamata “dimensione critica”, oltre la quale non possono più ingrandirsi (ovviamente hanno un limite anche loro).

Tuttavia, queste grandi dimensioni creano non pochi problemi ai poveri adipociti, soprattutto a causa del fatto che l'ossigeno non riesce più a diffondersi agevolmente e si genera perciò una condizione di carenza (chiamata “ipossia”) che è fonte di sofferenza e stress per le cellule.

Ebbene sì, i vostri adipociti (se siete sovrappeso) sono stressati!
E a lungo andare alcuni di loro cominciano a morire.
Prima che facciate i salti di gioia al grido di: “Fuori uno!” sappiate che non è buona cosa se le nostre cellule soffrono (o muoiono).
Anche perchè così vi liberate del povero adipocita, ma NON del suo contenuto (le molecole di grasso) che, al contrario, dopo la morte della cellula si riversano all'esterno.

Le cellule stressate o morenti lanciano un segnale di allarme, producendo delle molecole speciali per comunicare al resto dell'organismo il loro stato di sofferenza.
Al loro grido d'aiuto accorrono le cellule del sistema immunitario: i globuli bianchi, che penetrano all'interno del tessuto adiposo.
Questo è un evento chiave.
Infatti, le cellule del sistema immunitario sono le principali responsabili dell'infiammazione.

I globuli bianchi sono normalmente presenti nel tessuto adiposo sano ma si trovano in una modalità “non aggressiva”: sono lì, buoni e tranquilli, hanno principalmente funzione regolativa o di “spazzini” e producono molecole antinfiammatorie (chiamate “citochine antinfiammatorie”).
Tuttavia, in presenza di un danno cambiano volto, si armano e si preparano alla difesa dell'organismo. Non più spazzini, non più regolatori: ora sono agguerriti!

E la morte o la sofferenza di molte cellule è appunto il tipo di danno che può attivare il sistema immunitario.
Avete già capito cosa sta per succedere?

I globuli bianchi del tessuto adiposo si attivano e cominciano a produrre molecole infiammatorie (chiamate “citochine infiammatorie”); mentre la produzione delle molecole antinfiammatorie cala drasticamente. Nel frattempo, altri globuli bianchi sopraggiungono dall'esterno, richiamati dalle “urla” delle cellule in sofferenza (che producevano le molecole segnale, vi ricordate?).

Così, il delicato equilibrio che vede prevalere normalmente le molecole antinfiammatorie si rompe: ora sono le molecole infiammatorie ad avere la meglio.

E l'infiammazione ha inizio.

Il circolo vizioso


Ora, l'infiammazione non è necessariamente un evento negativo: è un meccanismo di difesa naturale dell'organismo (che la provoca per una ragione, mica è masochista!). Essa, infatti, è fondamentale per permettere la risoluzione della causa scatenante e stimolare la rigenerazione dei tessuti danneggiati e la guarigione delle ferite.

Tuttavia, ciò accade SE (e solo se) la causa del danno viene eliminata. In questo caso, la causa è il sovrappeso stesso, quindi, finchè il grasso continua ad essere “troppo”, le cellule del tessuto adiposo continuano a soffrire e a morire, i globuli bianchi continuano a generare l'infiammazione, e, infine, l'infiammazione danneggia ulteriormente gli adipociti, chiudendo così un pericoloso circolo vizioso che rischia di far cronicizzare il tutto.

Non è un'infiammazione grave o dolorosa: al contrario è lieve, così lieve che nemmeno si riesce a percepirla.
Non dà sintomi, è sotterranea, ma cronica. E se si protrae nel tempo comincia a fare danni.

Il grasso viscerale, quello che si trova addossato agli organi interni, è il più propenso a scatenare l'infiammazione. Per questo motivo è considerato così preoccupante e la misura della circonferenza vita è un parametro tanto importante. Invece, il grasso accumulato su fianchi e cosce è meno pericoloso, pur essendo, lo so, altrettanto antiestetico.

I valori soglia per la circonferenza vita sono:
88 cm per le donne
102 cm per gli uomini
Se siete al di sopra di questi valori è molto probabile che nel vostro organismo sia in corso un'infiammazione cronica.

Ma, esattamente, l'infiammazione che cosa mi fa?


Questo stato infiammatorio persistente non dà sintomi, almeno inizialmente, ma lavora lentamente sull'organismo, logorandolo giorno dopo giorno, anno dopo anno, ed è alla base di molte importanti malattie che accompagnano il sovrappeso e l'obesità: diabete di tipo II e resistenza insulinica, sindrome metabolica, artrosi, patologie cardiovascolari, come infarti e ictus, ecc. Patologie che portano non solo ad una riduzione della durata della vita ma, cosa a mio personalissimo parere più importante, a un peggioramento della qualità della vita stessa.

Un'ultima curiosità


Parrebbe che, attraverso vari meccanismi che coinvolgono i centri nervosi deputati al controllo dell'assunzione energetica e del metabolismo, questa infiammazione sistemica cronica di basso grado sia coinvolta anche nel mantenimento del sovrappeso stesso e nell'ulteriore aumento di peso.

Vi lascio ora al prossimo articolo, in cui parlerò di come contrastare l'infiammazione.

Alla prossima!

Alessia Zaccarelli
Biologa Nutrizionista

Alessia Zaccarelli

Biologa Nutrizionista

E' il fatto stesso di ingrassare ad essere pericoloso

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